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Valle Po

 

 

Rifugio BERTORELLO (m. 1380)

 

Località: Pineta di Pian Munè, Comune di Paesana
Proprietà: Comune di Paesana
Accesso: Su strada sterrata da Pian Munè (0h20')
Servizi: illuminazione, servizi igienici, riscaldamento.

 

 

Rifugio ALPETTO (m. 2268)

 

Località: Lago dell'Alpetto, Comune di Oncino
Proprietà: Comune di Oncino, CAI Cavour
Accesso: Itinerario 17.01
Servizi: gestito.

 

 

 

 

 

Un po' fuori dai percorsi turistici e dal Giro di Viso, il Rifugio Alpetto costituisce comunque un'ottima meta per una escursione. Il vicino Lago di Alpetto, con il Monviso che incombe, è il luogo ideale per il meritato riposo dopo la salita.

A

Da Oncino, loc. Meire Dacant (1545m) a:

Dislivello
[m]

Dislivello A/R
[m]

Tempo
[h:mm]

Tempo A/R
[h:mm]

Distanza
[m]

Difficoltà

Segnavia

B

Rifugio Alpetto (2269 m)

+724/-0

+724/-724

2:15

3:50

-

E

-

C

Lago di Alpetto(2238m)

+724/31

+755/755

2:20

4:00

-

E

-

Descrizione: Si imbocca la strada pastorale (chiusa da una catena) che, in lieve salita, attraversa ampi e dolci pendii pascolivi tra macchie di ontani verdi. Sulla destra si vede la caratteristica parete SO della Rocca Bianca. La strada ben presto termina ed il sentiero prosegue ad attraversare il Rio dell'Alpetto su passerella in legno, spostandosi sulla sinistra orografica della valle. La traccia (ora segnavia V6 del sentiero che sale da Paschiè) si perde tra i pascoli, ma si ritrova proseguendo in salita, poco a monte di una piccola cascatella che ilRio dell'Alpetto forma in una strettoia della valle, sul pendio che adduce ad un'altra ampia conca pascoliva.
Si continua a mezzacosta con percorso pianeggiante fin quasi alla base di un notevole salto roccioso che pare sbarrare il passaggio. Si inizia a salire a tornanti sul costone prativo alla sinistra orografica del rio, si percorre un lungo traverso in salita e quindi un'altra serie di tornanti in una piccola gola tra rocce strapiombanti. Al termine della faticosa salita, si perviene ad un piccolo pianoro pascolivo. Lo si attraversa, si compie un'ultima breve salita trascurando una traccia sulla destra, si attraversa un ruscello e si raggiunge il nuovo Rifugio Alpetto . Alle sue spalle compare subito il Ricovero dell'Alpetto, recentemente ristrutturato.

Il Ricovero dell'Alpetto

Il Ricovero dell'Alpetto è stato il primo rifugio costruito dal CAI e uno dei primi dell'intero arco alpino. Realizzato in pietra e calce, fu inaugurato nel 1866 per iniziativa dell'Avv. e alpinistaTommaso Simondi di Barge, con il contributo del neonato Club Alpino Italiano allo scopo di "rendere più spedite e meno faticose - sottolineava l'allora Presidente del CAI - le ascensioni al Monviso dalla valle di Crissolo". Utilizzato fino a inizio '900, e quindi abbandonato in favore di nuovi e più confortevoli punti d'appoggio, è stato riattato nel 1985 da privati. Nel 2005, il CAI con la collaborazione del museo della Montagna di Torino ed il patrocinio della Fondazione Sella, il ricovero è stato trasformato nel Museo dell'Alpetto, dedicato agli albori dell'alpinismo italiano.

[Lo Scarpone]

Pochi metri più a valle si vede il Lago di Alpetto , raggiungibile in un paio di minuti.

 

Mappa su base CTR Piemonte [?]

Accessi: Da Saluzzo si risale la Valle Po fino a Paesana. Dopo Paesana si incontra sulla sinistra il bivio per Oncino, da dove si prosegue per Borgata Ruetto (seguire indicazioni per Rifugio Alpetto). Si imbocca sulla destra la strada, prima asfaltata ma molto stretta, poi sterrata con fondo abbastanza sconnesso negli ultimi tornanti. Al termine dello sterrato si trova un piccolo spiazzo per alcune auto nei pressi di Meire Dacant.

 

Ricovero dell'ALPETTO (m. 2269)

 

Località: Lago dell'Alpetto, Comune di Oncino
Proprietà: Comune di Oncino
Accesso: Itinerario 17.01

TRASFORMATO NEL MUSEO DELL'ALPETTO

Primo rifugio costruito dal CAI e uno dei primi dell'arco alpino, realizzato in pietra e calce, fu inaugurato nel 1866 per iniziativa dell'avvocato e alpinista Tommaso Simondi di Barge, con il contributo del neonato CAI per agevolare le salite al Monviso. Nel bollettino n. 5 del 1866 si leggeva: "Nella maggior parte edlle valli nostre, il viaggiatore non incontra per lo più alcun confortevole albergo, appunto là dove egli dovrebbe umanamente pernottare ed apparecchiare forze per qualche lunga e faticosa corsa; che anzi il più sovente gli fan difetto persino quelle indispensabili comodità che altrove gli si offrono a ogni passo e talvolta anche moltiplicate con fastidiosa larghezza".
A tre anni dalla fondazione, la relazione del Presidente del CAI sottolineava che "la Direzione del Club ha perciò dovuto occuparsi non solo di escursioni, di salite e di perlustrazioni nei punti meno conosciuti delle Alpi nostre, ma altresì ha dovuto provvedere a quanto occorre per chiamarvi i viaggiatori sì nazionali che stranieri. Essa contribuì alla costruzione, promossa dal signor avvocato Simondi, di un ricovero all'Alpetto di Oncino, onde rendere più spedite e meno faticose le ascensioni al Monviso dalla valle di Crissolo." Utilizzato fino al 1900, fu poi abbandonato in seguito alla realizzazione di nuovi punti di appoggio più agevoli e confortevoli.
Nel 1986, grazie all'Associazione Amici di Oncino inizia il recupero della struttura, caduta in disuso a partire dal 1905 con la realizzazione del Rifugio Sella e di altri, più confortevoli, punti di appoggio. Nel 1995 la Sezione CAi di Cavour, sostenuta dal Comune di Oncino, si assume l'onere della ricostruzione con lavori che proseguiranno fino al 2002. Dal 2005, la sede centrale del CAI, la Presidenza CAI del Piemonte, con la collaborazione del Museo della Montagna di Torino e della Biblioteca nazionale del CAI, con il patrocinio della Fondazione Sella e del Comune di Oncino, si sono adoperati nel trasformare il ricovero dell'Alpetto nel "Museo dell'Alpetto", intitolato a "Gli albori delll'alpinismo italiano - Giacomo Priotto". Il museo è stato inaugurato il 31 Luglio 2011.



Rifugio Stefano MULATERO (m. 1204)



Località: Croce di Sanfront del Monte Bracco, Comune di Sanfront
Proprietà: privata
Accesso: Da Mombracco su sentiero (2:00 ore, diff. E)

 

 

Bivacco FALCHI - Carlo VILLATA (m. 2680)

 

Località: Sperone tra parete NE del Viso e Canalone Coolidge, Comune di Crissolo
Proprietà: CAI UGET
Accesso: Itinerario 17.03 fino poco a monte del Lago Chiaretto, quindi su sfasciumi e roccette fino al bivacco (3:00 ore, diff. EE, pericolo caduta pietre)
Servizi: 6 posti letto

 

 

 

Rifugio Quintino SELLA (m. 2640)

Letà: CAI Saluzzo
Accesso: Itinerario 17.03
Servizi:ocalità: Lago Grande di Viso, Comune di Crissolo
Propri gestito.

Nel settembre 1903 l'Assemblea dei delegati del CAI ratifica la decisione di costruire un rifugio al Lago Grande di Viso a quota 2640 metri. I lavori iniziano il 26 giugno 1904, secondo il progetto di Valbusa, e terminano entro l'anno. Nei mesi di giugno e luglio del 1905 si provvede all'arredo ed il 23 luglio si svolge l'inaugurazione, alla presenza di quasi trecento persone. La gestione viene affidata alla guida Claudio Perotti. Nel 1967 viene aggiunto il corpo a sud, e nel 1976 quello a nord. Nel 2001 viene ampliato il corpo a sud su progetto dell'arch. Bertarione, ed inaugurato il 23 settembre.


15 - Il Monviso e il Lago Chiaretto (2010)

Forse il sentiero più frequentato della Valle Po, per la via di accesso più agevole al Rifugio Quintino Sella. La sequenza di bellissimi laghi toccati, nei quali si specchia volentieri il Monviso, rendono questo itinerario particolarmente attraente. Chi dorme in rifugio non può perdersi lo spettacolo del sole che sorge all'alba.

A

Da Pian del Re(2013m) a:

Dislivello
[m]

Dislivello A/R
[m]

Tempo
[h:mm]

Tempo A/R
[h:mm]

Distanza
[m]

Difficoltà

Segnavia

B

Lago Fiorenza(2113m)

+100/-0

+100/-100

0:20

0:35

-

E

-

 

[Lago Chiaretto(2261m)]

+295/-47

+342/342

1:20

2:25

-

E

-

C

Rifugio Sella(1)(2640m)

+670/-49

+719/-719

2:45

4:55

-

E

-

 

[Lago Grande di Viso(1)(2590m)]

+670/-99

+769/-769

2:50

5:10

-

E

-

(1) Esclusa la digressione al Lago Chiaretto.

Descrizione: Sul versante SO di Pian del Re, nei pressi del luogo convenzionalmente indicato come sorgente del Fiume Po (iscrizione su una roccia), ha inizio il sentiero (segnavia V13) che risale con ampi tornanti un pendio di erba e detriti.

Gli edifici ex-militari di Pian del Re

All'imbocco di Pian del Re, sul lato N, si notano i ruderi di 6 edifici militari - caserma, magazzino, scuderia, forno, cappella e caserma dei Regi Carabinieri - in grado di ospitare truppe ed animali. La ex caserma dei Carabinieri è da tempo stata riattata ed utilizzata per scopi civili.

[Le strade dei cannoni]

Raggiunto l'emissario del Lago Fiorenza, lo si guada spostandosi sulla sua destra idrografica quindi, con breve salita, si entra nell'ampio pianoro sede del Lago Fiorenza.

Il Lago Fiorenza

Il Lago Fiorenza è lago naturale di origine glaciale, adagiato in una valletta sospesa. La sua profondità massima, nella parte centro settentrionale, raggiunge i 18 m. Le rocce che compongono il bacino sono Ofioliti (o pietre verdi), rocce ultra basiche poco erodibili, che sono tra le responsabili dello stato di ultraoligotrofia delle acque del Lago (minima presenza di sali minerali disciolti) e dell'alcalinità poco al di sopra della soglia che garantisce protezione dal rischio di acidificazione (Ph moderatamente basico).

[www.parcodelpocn.it/ita/legginews.asp?id=284]

Si costeggia sulla sponda E il lago, al termine del quale si lascia a destra il bivio (segnavia V26) per il Lago Lausetto e il Rifugio Giacoletti. Con una breve ma ripida salita si perviene ad un colletto, da dove si traversa lungo una parete rocciosa a monte di una conchetta detritica nel Vallone del Rio dei Quarti. Con un'ulteriore breve risalita si raggiunge un successivo colletto dove si trascurano sia la traccia a sinistra per il Rifugio Alpetto, sia la deviazione a destra per il Rifugio Giacoletti (segnavia V14).

Svoltando a sinistra per il Rifugio Alpetto, un sentierino si cala ripido tra roccette e rododendri fino alle sponde del Lago Chiaretto(Dislivello: +0/-47 m; Dislivello A/R: +47/-47 m; Tempo: 0:05 ore; Tempo A/R: 0:10 ore; Difficoltà: E; Distanza: -).
Lasciato a sinistra il sentiero che prosegue per il Rifugio Alpetto, è possibile costeggiare la sponda orientale del Lago Chiaretto e risalire in direzione SSE un pendio di magra erba e detriti fino a ricongiungersi al segnavia V13 per il Rifugio Sella Chi effettua l'escursione fino al Rifugio Sella può utilizzare questa variante o all'andata o al ritorno per ammirare da vicino la incredibile colorazione azzurro-lattiginosa del Lago Chiaretto.

Il Lago Chiaretto

Il Lago Chiaretto deve la sua colorazione ad un minerale presente nelle "pietre verdi" del Monviso. Nel 1989 il lago è stato investito da una notevole frana provocata dal distacco del Ghiacciaio Coolidge dalla sovrastante parete N del Viso. I resti della frana sono ancora ben evidenti nel tratto di sentiero che aggira in quota la sponda orientale del lago.

[-]

Svoltando a destra sul segnavia V14 è possibile raggiungere il Lago Lausetto e compiere un bellissimo anello dei laghi del Monviso, eventuale spunto per una nuova escursione. Saliti con diversi tornanti un ripido perndio e lasciato a sinistra il sentiero che torna a ricongiungersi al V13 per il Rifugio Sella, si arriva ad un colletto erboso. Si sale ancora un poco verso sinistra, quindi si attraversa una piccola conca prativa cosparsa di massi detritici e si perviene ad una seconda, più ampia, sella erbosa. Scendendo sul versante opposto della sella si incontra un bivio: a sinistra si prosegue per il Rifugio Giacoletti (sempre segnavia V14), a destra per il Lago Lausetto (segnavia V26). Ci si trova a questo punto sull'Itinerario 17.04 per il Rifugio Giacoletti che, seguito a ritroso, conduce a Pian del Re dopo aver toccato il Lago Lausetto e il Lago Superiore.

Le "pietre verdi"

Una escursione lungo i sentieri del Viso offre la rara opportunità di camminare in ambiente montano a oltre 2000m di quota e contemporaneamente sul fondo di un oceano! Molte delle rocce che si incontrano, infatti, sono antiche lave del fondale di un oceano ora scomparso, la Tetide. L'avvicinamento e lo scontro tra Europa ed Africa ha portato alla scomparsa dell'oceano che separava i due continenti e alla formazione dell'arco alpino. Sebbene metamorfosate per le elevate pressioni e temperature cui sono state sottoposte, parte delle antiche rocce del fondale oceanico sono state sollevate e hanno dato origine al gruppo del Viso. Con una età di circa 180 milioni di anni, resistenti ed impermeabili, queste rocce sono caratterizzate da tonalità verdastre, sia scure che chiare, da un aspetto sia compatto che scistoso e sembrano viscide al tatto. Prendono il nome di "pietre verdi" od "ofioliti", termine che ricorda il loro aspetto simile alla pelle dei serpenti. La loro particolare resistenza all'erosione è il motivo per cui il Monviso ha assunto il suo imponente aspetto se paragonato alle vette delle vallate circostanti.

[ALP Monviso]

Proseguendo invece sul segnavia V13, si compie un lungo semicerchio verso destra attraverso detriti e magra erba per aggirare in quota il Lago Chiaretto, dapprima scendendo leggermente, quindi con salita abbastanza decisa. Lasciata a sinistra la traccia che proviene dal Lago Chiaretto, si salgono i detriti di un'antica morena glaciale fino ad entrare in un pianeggiante vallone detritico chiuso tra il Monviso e il Viso Mozzo.

Il Monviso

"Mons Vesulus" per gli antichi romani (così lo definiva Virgilio per la sua 'visibilità'), il Monte Viso è stato per secoli ritenuto la vetta più elevata dell'intero arco alpino. Considerato addirittura una montagna inacessibile, non fu oggetto di attenzioni alpinistiche per lungo tempo. La prima ascensione risale al 30 agosto 1861, quando gli inglesi Mathews e Jacomb accompagnati da due guide di Chamonix riescono a raggiungere la vetta attraverso quella che ancor oggi è considerata la 'via normale'.

[Monte Viso]

Un lungo percorso a saliscendi lo attraversa interamente sul versante destro orografico, giungendo così al Colle dei Viso. Subito sotto al colle appare il bel Lago Grande di Viso, che si aggira in quota sulla sua sponda NE. Un comodo percorso abbastanza pianeggiante porta infine al Rifugio Quintino Sella.

Il Rifugio Quintino Sella

Costruito nel 1904 ed inaugurato l'anno successivo, il rifugio è stato oggetto di numerosi ampliamenti, nel 1967, nel 1976 ed infine nel 2001. Sicuramente uno dei rifugi storici della provincia, è dedicato a Quintino Sella, autore con Giovanni Barracco e Paolo e Giacomo di Saint Robert della prima ascensione italiana al Monviso, il 12 agosto 1863. Lo stesso anno, Sella si fece promotore della fondazione del Club Alpino Italiano, avvenuta ufficialmente a Torino il 23 ottobre.

[Lo Scarpone]

Il Lago Grande di Viso si può raggiungere dal Rifugio Sella o per tracce che scendono in pietraia o percorrendo il comodo sentiero (segnavia U10) per il Passo Gallarino che perde lentamente quota e raggiunge l'emissario del lago (Dislivello: +0/-44 m; Dislivello A/R: +44/-44 m; Tempo: 0:05 ore; Tempo A/R: 0:15 ore; Difficoltà: E; Distanza: -).